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Performance atletica: il contributo del Modulo Bio-medico al Raduno CAN D

Manuela Sciutto - 21/08/2018, 09:30

La terza giornata del raduno precampionato della CAN D ha visto gli assistenti del primo gruppo impegnati, fin dalle prime ore del mattino, nello svolgimento dell’ARIET test, preceduto dalla rilevazione del peso a digiuno. L’importanza di questo momento è stata affrontata e spiegata ai ragazzi durante la riunione tecnica.

La prestazione atletica in rapporto alla forma fisica risulta imprescindibile nell’arbitraggio moderno in quanto l’arbitro e l’assistente devono essere dei veri e propri atleti.
Per tali motivi, i Componenti del modulo biomedico ed atletico del Settore Tecnico Arbitrale, utilizzano strumenti di analisi multidisciplinare della forma fisica mettendo in relazione l’indice di massa corporea (BMI) con i risultati dei test atletici.

Questo metodo è stato introdotto per dare la possibilità alla Commissione guidata da Matteo Trefoloni di monitorare la performance atletica in quanto il peso influenza considerevolmente la prestazione durante la gara. Inoltre, come prevenzione per gli infortuni, è consigliabile un adeguato rapporto tra massa corporea ed altezza.
Pertanto, per ogni arbitro ed assistente, è stato calcolato il peso, l’altezza e l’indice di massa corporea (BMI). Al termine di ogni raduno, i dati così ottenuti, per ciascun atleta, vengono inseriti in schede di rilevazione in modo da poter monitorare e confrontare, durante l’intera Stagione sportiva, l’andamento dello status fisico degli sportivi.

La prestazione atletica dell’arbitro e dell’assistente, durante la direzione di una gara, può dipendere da diversi fattori quali l’idoneità fisica, lo sviluppo della fatica e lo standard della competizione. Poiché la forma fisica aerobica è correlata alla prestazione, come conseguenza dell’aumento delle esigenze fisiche, nelle competizioni sportive c’è un chiaro bisogno di un adeguato livello di performance degli assistenti e degli arbitri durante la gara.

Per tali motivi gli atleti vengono sottoposti a test che valutano l’agilità (10-8-8-10), la velocità (40 metri e 5 x 30) e la capacità aerobica specifica (YO-YO test, FIFA TEST e ARIET test). I tempi, inoltre, vengono registrati impiegando fotocellule di ultima generazione che, con estrema precisione, forniscono dati in tempo reale.

Quest’anno, per volere della Commissione, nelle prossime giornate, gli arbitri verranno sottoposti a due sedute di allenamento ad alta intensità (HIIT) con l’obiettivo specifico di migliorare la capacità aerobica. Il fine è quello di fornire indicazioni precise agli associati sulle tipologie di allenamento da riproporre presso i propri poli.

I lavori vengono coordinati dal Vice Responsabile dell’area sud del Settore Tecnico Arbitrale, Francesco Milardi, con lo staff dei preparatori atletici: Gilberto Rocchetti, Vincenzo Gualtieri, Andrea Zoppi, Venerando Tonon, Antonio Di Musciano, Matteo Tosques e Luca Candeo e con la stretta collaborazione del modulo biomedico: Matthew Donadu, Marco Santarelli, Ivano Bartoccini e Carlo Cappelli, e dei fisioterapisti: Giuseppe De Iasio e Giulio Giovanelli.

Per l’intero staff, le prime valutazioni condotte sugli assistenti hanno fornito risultati molto soddisfacenti.
Al termine della mattinata, dopo le disposizioni tecniche, si è concluso il raduno per il primo gruppo di assistenti ed ha preso l’avvio lo stage per il gruppo di cui fanno parte i terzi e i quarti anni, che per programma, organizzazione e didattica coincide perfettamente con quello del primo.

Supplemento on-line della rivista "L'Arbitro" (aut. Tribunale di Roma n. 499 del 01/09/1989)

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