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Luigi Pillitteri: "Bisogna sempre imparare dagli errori"

Flavio Cremonesi - 20/02/2018, 12:00

Sezione di Lodi
L'ultima lezione tecnica di Febbraio ha visto la partecipazione, come ospite nazionale, di Luigi Pillitteri, classe '85, della Sezione di Palermo. Arbitro dal 2003, dopo 3 stagioni in CAN D e 4 in CAN PRO ad oggi è in forza alla CAN B con un bagaglio di 11 gare dirette. Luigi ha iniziato la riunione partendo da un concetto fondamentale nel calcio moderno: l'arbitro è un atleta.
L'arbitro deve essere prima di tutto padrone del proprio corpo, deve conoscerlo, gestirlo e abituarlo ad un allenamento costante e ad un corretto stile di alimentazione. Solo con una condizione fisico-atletica perfetta potrà mostrare in campo brillantezza, lucidità e soprattutto credibilità. Ma non basta solo una buona preparazione atletica per poter dirigere al meglio una gara, prima di tutto occorre organizzare in modo accurato la trasferta, cercando di raccogliere più informazioni possibili per essere pronti a tutte le eventualità che potrebbero verificarsi.
Essere credibili nell'incertezza! Luigi convince tutti del fatto che essere sempre mentalmente preparati e reattivi ci permette di convincere gli altri della nostra decisione, attraverso il linguaggio verbale e non, perché non sempre una decisione potrà apparire giusta al 100%, a volte nemmeno a noi stessi, ma è proprio in quei momenti che consiglia di essere forti e di utilizzare la gestualità e la presenza attiva per trasmettere credibilità e tranquillità riuscendo a convincere anche gli altri della nostra decisione.
"Bisogna sempre imparare dagli errori", è certamente il messaggio più complicato da trattare ma anche quello che ha toccato di più, "prima o poi tutti incappiamo nell'errore, sta però a noi, coglierlo, farne tesoro e trarne vantaggio senza mai farci abbattere, fondamentale è non perdere mai l'entusiasmo".
"La salita più dura arriva dopo ogni trionfo" perché bisogna sempre imparare, mettersi a confronto, affrontare positivamente pressioni nuove, ogni volta, in una nuova categoria o semplicemente nella gara successiva.
Cresceranno via via le aspettative perché ogni volta sarà come una nuova partenza con tutte delle nuove insidie e prove da affrontare.
L’ospite si è soffermato poi su quanto sia importante porsi degli obiettivi, il che non significa essere ossessionati, ma fare di tutto per cercare di raggiungerli dando il massimo. La lotta deve sempre essere con noi stessi, credere in quello che si fa, essere la prima persona a credere in quello che si vuole realmente, "ad un arbitro serve sofferenza e soprattutto spirito di sacrificio".
La serata è continuata con la visione di filmati di spezzoni di gare dirette da Luigi; dagli stessi si possono riassumere alcuni aspetti chiave su cui lavorare:
- ci sono delle priorità che prevalgono sul resto della gestione, attenzione a non perderle di vista;
- il timing corretto è la prima forma di prevenzione, riduce proteste e situazioni spiacevoli;
- anticipare tutto, soprattutto ciò che può accadere;
- essere decisi e difendere la propria tesi con tanta umiltà ma con altrettanta fermezza;
- capire che è controproducente continuare a parlare, durante la gara troppe spiegazioni non vengono ascoltate.
È stata un'ottima serata, ricca di contenuti e di spunti su cui poter iniziare a lavorare già dalla prossima gara.
Un grazie di cuore a Luigi da parte di tutta la Sezione di Lodi per la chiarezza e per aver trasmesso, in particolare ai giovani, importanti concetti e la carica giusta con la quale andranno ad arbitrare puntando al loro obiettivo, perché "arrivare a raggiungere l'obiettivo, non è impossibile!" dice Luigi.

Supplemento on-line della rivista "L'Arbitro" (aut. Tribunale di Roma n. 499 del 01/09/1989)

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