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Il Settore Tecnico incontra gli arbitri del sud pontino

Massimo Di Castro - 07/02/2018, 08:00

Sezione di Formia
Nella Sezione di Formia si è svolto con il Settore Tecnico Arbitrale, un importante momento di formazione, insieme con gli ospiti Sergio Coppetelli e Cristiano Partuini. Dopo i saluti del Presidente di Sezione Francesco Nasta, a prendere per primo la parola è stato Partuini il quale dapprima ha portato i saluti del Responsabile del Settore Tecnico Alfredo Trentalange, e successivamente ha intrattenuto i numerosi arbitri sud-pontini accorsi per l’occasione, in un eloquio efficace e sapiente sulle considerevoli modifiche regolamentari che hanno, e stanno caratterizzando la stagione arbitrale in corso. Con il supporto di video e immagini, la prima parte della serata è stata incentrata sulla circolare n. 2 . Numerosi i punti su cui ci si è concentrati e specialmente, esplicativo è stato il modo rigoroso, ma parimenti concettuale e coeso in cui Partuini ha presentato il ragionamento che ha portato a tali migliorie. Si è precisato le modifiche introdotte sulla regola “4” relativa all’equipaggiamento dei calciatori, chiarendo le definizioni terminologiche sulla regola “11” del fuorigioco e della regola “12” sui falli e scorrette, ove si è sottolineato che l’infrazione contro un proprio compagno di squadra se viene commessa fuori dal terreno di gioco, “porta alla sanzione tecnica del calcio di punizione indiretto sulla linea perimetrale più vicina all’infrazione”, un vuoto normativo che è stato riempito dal legislatore. Sempre approfondendo il regolamento e col sempre efficace supporto di video didattici, si è avuto modo di trattare differenti aspetti concernenti alcune novità e alcuni fondamenti regolamentari che è bene siano solidi: il fallo commesso fuori dal terreno di giuoco, la DOGSO, il comportamento antisportivo, il fallo di mano, il grave fallo di gioco e la condotta violenta ed infine il fuorigioco. Il relatore ha da subito chiarito che i ragazzi in sala devono immedesimarsi nel direttore di gara. Devono essere arbitri in campo ed in campo si vede e si decide dando sicurezze. Non c’è spazio per il tempo per le riflessioni. A seguire è stata la volta di Sergio Coppetelli, che con la sua grande esperienza tecnica e umana, ha incentrato il suo discorso sulla forza mentale che un direttore di gara deve acquisire e possedere per tutta la durata della sua attività sportiva. Un arbitro per Coppetelli non deve avere paura di prendere una decisione, fosse essa presa al 1’ minuto come al 90’ di una gara. Un arbitro prima di essere tale è un uomo e quindi è sottoposto alla legge dell’errore, ma dice Coppetelli: “Siamo umani e sbagliamo”. Il messaggio include una forza valente ed emotiva, che si può esplicare nel fatto che un arbitro non deve fermarsi al primo ostacolo, al primo errore, poiché da esso si può e si deve imparare. Nella sua corretta disamina, egli sostiene inoltre che, per migliorare serve costanza negli allenamenti, studio metodico del regolamento e delle sue sfumature deontologiche, come servono le “critiche” soprattutto degli arbitri più esperti, degli osservatori e ovviamente degli Organi Tecnici, persone che si ritrovano tutti in unico ambiente famigliare e sereno qual è la propria sezione di appartenenza. Al termine della riunione un prolungato applauso della platea ha suggellato una serata di sana crescita arbitrale.

Supplemento on-line della rivista "L'Arbitro" (aut. Tribunale di Roma n. 499 del 01/09/1989)

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