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“La prestazione di qualità”, lezione di Caroleo della CAI

Nunzio Conforti - 14/11/2017, 18:29

Sezione di Cosenza
Riunione tecnica sulla prestazione arbitrale di qualità, per cui svolge una funzione molto importante l’osservatore arbitrale, che deve riconoscere nel visionato tutte le prerogative, nelle prospettive di futuribilità, che occorrono per il passaggio alle categorie nazionali. Fondamentale quindi la formazione in regione, ma per l’aspetto comportamentale non è da meno quella delle prime esperienze, che si maturano alle dipendenze dell’Organo Tecnico Sezionale.
Le puntualizzazioni sono del Componente della CAI Valerio Caroleo, esternate nel corso della lezione che lo scorso 6 novembre ha tenuto presso la Sezione di Cosenza, presieduta da Franco Scarcelli.
Dopo le presentazioni di rito, con l’ospite che ha portato i saluti di Andrea Gervasoni, Responsabile della Commissione di appartenenza, la riunione è subito entrata nel vivo. Con l’ausilio dell’analisi di diversi video, accuratamente selezionati, Valerio ha sintetizzato le caratteristiche delle tre macro aree di valutazione della prestazione arbitrale, focalizzando l’attenzione su quello che deve recepire l’osservatore arbitrale nella visionatura di un direttore di gara regionale, ovvero tutte le specificità che in breve tempo gli possano consentire prestazioni di alto livello per ambire alla categoria superiore, la CAI.
A tal fine Caroleo ha mostrato gli stessi filmati esemplificativi ad arbitri e osservatori in sala, appunto per mostrare ai primi i requisiti di una prestazione di qualità e ai loro visionatori quelle caratteristiche che devono cogliere per un colloquio di fine gara e una valutazione finale proficui, che contribuiscano a una crescita celere dei giovani direttori di gara.
Ultimata la didattica inerente le macro aree tecnica e disciplinare, il Componente della CAI, responsabile degli osservatori, ha fatto delle importanti precisazioni per la terza macro area: «Per l’aspetto comportamentale e della personalità è molto importante, per acquisire autorevolezza, che si inizi a lavorare in maniera particolareggiata già nella fase embrionale della formazione, ovvero quando gli arbitri sono alle dipendenze dell’Organo Tecnico Sezionale – ha concluso a riguardo Caroleo – perché è il periodo della formazione del carattere e della personalità».
La riunione tecnica condotta da Valerio Caroleo, già Vicepresidente del Comitato Regionale Arbitri della Calabria, è stata molto apprezzata dagli associati cosentini; a nome di tutti il Presidente di Sezione Franco Scarcelli: «Una lezione interessantissima, anche per il confronto diretto che ha avuto Valerio con i giovani arbitri, facendoli appassionare con un’esposizione chiara e incisiva; una didattica di cui, ne sono certo, sapranno far tesoro nel proseguo del loro percorso arbitrale».

Supplemento on-line della rivista "L'Arbitro" (aut. Tribunale di Roma n. 499 del 01/09/1989)

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