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Raduno CAN B, trattati il disciplinare e la collaborazione arbitro – assistente

Paolo Vilardi - 03/08/2017, 19:03

La sfera del disciplinare e la collaborazione arbitro – assistente sono stati gli argomenti cardini trattati oggi al raduno della CAN B, in corso a Sportilia. In serata, per ricevere le direttive tecniche e organizzative di inizio stagione, sono giunti a Spinello di Santa Sofia anche i 25 osservatori arbitrali in organico.
Procedendo con ordine nel raccontare la programmazione giornaliera, in mattinata gli assistenti hanno svolto il test dell’Ariet, ultimando così la serie di prove atletiche programmate per lo stage. Ottimi i tempi, che hanno soddisfatto in pieno il Responsabile della Commissione, Emidio Morganti.
Sull’altro campo gli arbitri hanno invece svolto una seduta di allenamento.
I convocati si sono quindi trasferiti nella sala congressi della struttura ospitante per la prima riunione tecnica quotidiana. L’argomento principale è stato il disciplinare, che Morganti ha sviluppato partendo dallo spazio che deve difendere un arbitro nel frangente delle contestazioni. Il relatore è partito spiegando la distanza intima, caratteristica di un rapporto affettivo ma che può essere anche invaso per una minaccia. Poi la distanza personale, che è indice di amicizia e gradimento, ma anche di invadenza. Ancora più lunga è la distanza sociale, che si mantiene nei rapporti formali. Chi minaccia, quindi, non deve avvicinarsi alla distanza minima, oltre che naturalmente non assumere questo atteggiamento. L’arbitro deve pertanto attuare attività di prevenzione affinché ciò non avvenga, che il Responsabile della CAN B ha illustrato nel dettaglio.
Poi un accenno ai comportamenti che si devono assumere nelle svariate situazioni, sia a pro dell’immagine sia nel notificare provvedimenti tecnici e disciplinari. Una serie di accorgimenti, insomma, che rendano credibili e ascendenti, verso i contendenti in campo, il direttore di gara e i suoi collaboratori.
Sempre per quanto concerne la sfera comportamentale e disciplinare, Morganti, pur asserendo che un arbitro deve avere piena consapevolezza della partita che va a dirigere e su chi troverà sul terreno di gioco, ha allertato a non ostentare la conoscenza dei calciatori, atteggiamento che potrebbe lanciare messaggi distorti: «Il “conoscere” ci deve far apparire preparati, non prevenuti».
Nel pomeriggio la riunione tecnica sulla collaborazione arbitro – assistente. Con il supporto dell’analisi dei video Morganti, Brighi e Copelli hanno dettato le modalità di intervento degli arbitri in campo per evitare ingerenze, nonché la comunicazione più opportuna via auricolare per uno scambio di informazioni tempestivo che conduca alla decisione giusta.
Ne tardo pomeriggio, mentre arbitri e assistenti svolgevano il secondo allenamento giornaliero, Lorenzo Bonello e Riccardo Camiciottoli, del Modulo Perfezionamento e valutazione del Settore Tecnico dell’AIA, hanno spiegato la Circolare n. 1, le innovazioni apportate al regolamento del calcio, agli osservatori arbitrali, che nel primo pomeriggio avevano raggiunto Sportilia.
Dopo cena si svolgerà la riunione tecnica sul DOGSO, con l’esecuzione dei relativi videotest.

Supplemento on-line della rivista "L'Arbitro" (aut. Tribunale di Roma n. 499 del 01/09/1989)

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