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Nicola Rizzoli: “Il talento il vostro punto di forza”

Antonio Ranalli - 14/03/2017, 18:49

Sezione di Roma1
“Dobbiamo cercare di conoscere bene noi stessi. Dovete capire qual è il vostro talento, farlo crescere e farlo diventare il vostro punto di forza”. E’ quanto ha detto l’arbitro della CAN A, Nicola Rizzoli, in occasione di una riunione tecnica speciale nella sezione di Roma 1. L’arbitro internazionale, accolto da un bagno di folla, ha citato il trattato “L’arte della guerra” del generale cinese Sunzi, per spiegare agli arbitri come devono cercare di capire le proprie peculiarità che li rendono differenti dagli altri colleghi. E proprio per certe caratteristiche che un arbitro si distingue.
L’appuntamento si è tenuto venerdì 10 marzo, giorno precedente alla visita dello stesso Rizzoli, del presidente dell’A.I.A., Marcello Nicchi e del comitato nazionale dell’A.I.A. nelle zone colpite dal terremoto di Amatrice e Accumuli, per esprimere la solidarietà di tutti gli arbitri, Nicola Rizzoli ha voluto incontrare gli associati della sezione “Generoso Dattilo”. In apertura di serata, il presidente di Roma 1, Roberto Bonardo, scherzando ha detto che “dopo aver avuto qui nella sezione Pierluigi Collina e Nicola Rizzoli, stasera posso smettere anche di fare il presidente”, a sottolineare l’importanza di una serata che gli associati presenti ricorderanno a lungo.
Numerosi gli ospiti presenti alla serata, come il segretario della CAN A, Fabio Marinelli e il giudice sportivo della Lega A, Gerardo Mastrandrea. Presenti buona parte degli arbitri e dei dirigenti nazionali di Roma 1, come l’assistente della CAN A, Alfonso Marrazzo, l’arbitro CAN B Valerio Marini, l’arbitro CAN 5 Alessandra Carradori, il componente della CAN D, Maurizio Ciampi, il componente della CAN 5, Francesco Massini e tutti gli arbitri e assistenti in forza alla CAN PRO, alla CAN D e alla CAI. Le note di “One” cantata Mary J. Blige e Bono Vox, uno dei brani preferiti in assoluto dall’ospite, hanno fatto da colonna sonora a un video preparato da Nunzio Grasso e Giorgio Rinaldi con i momenti più significativi della carriera di Nicola Rizzoli.
Significativa è stata la parte in cui l’arbitro della CAN A ha affrontato l’importanza della comunicazione, che per un arbitro è importante per l’interazione con le squadre, i dirigenti e anche con il pubblico. Per questo ha invitato tutti a prestare bene attenzione al linguaggio del corpo e alla prossemica, ovvero ai gesti, al comportamento, allo spazio e alle distanze all'interno di una comunicazione, sia verbale sia non verbale. “La vostra cultura”, ha proseguito, “è quella che influenza il vostro modo di vedere le cose”.
Rizzoli ha detto di essere un arbitro che preferisce “sapere tutto” della gara prima di andare in campo. “E’ vero che a volte conoscere troppo può portare a dei preconcetti”, ha spiegato Rizzoli, “Ma se conosco il maggior numero di informazioni possibili devo essere bravo a non trasformarli in preconcetti. Un’informazione letta male può creare problemi. E questo non deve accadere”.

Supplemento on-line della rivista "L'Arbitro" (aut. Tribunale di Roma n. 499 del 01/09/1989)

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