Associazione Italiana Arbitri

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Katia Senesi, interpretare la gara e le tattiche di gioco

Marco Marinelli - 16/02/2017, 17:25

Sezione di Ancona
Lunedì 23 Gennaio si è svolta presso la sezione di Ancona la nona riunione stagionale, con una brillante lezione tenuta dal componente della CAI, Katia Senesi.
Dopo un video di presentazione e il saluto del presidente CRA Gustavo Malascorta, anch’egli presente alla serata, il presidente Angelo Galante dà il benvenuto alla collega maceratese, riassumendo la sua carriera dagli esordi fino al raggiungimento in C.A.N. PRO della prestigiosa nomina ad Assistente Internazionale, qualifica che le ha permesso di impegnarsi con grande successo in ben note gare e manifestazioni internazionali, rappresentando in maniera eccellente l’AIA e in particolare tutte le donne che svolgono l’attività arbitrale.
La sua carriera associativa è poi proseguita in ambito dirigenziale come osservatore C.R.A. e componente del Settore Tecnico, fino ad approdare nel 2013 alla C.A.I.
L’esperienza maturata nel corso di tutti questi anni le ha permesso di capire quanto è importante interpretare correttamente e saper leggere le tattiche di gioco delle squadre in una gara.
Il ruolo che siamo chiamati a svolgere nei fine-settimana in alcune occasioni può risultare molto difficile, pertanto diventa necessario prendere opportuni accorgimenti per affrontare la gara con la giusta serenità e giudicare al meglio gli avvenimenti.
Per studiare adeguatamente la gara, dopo aver analizzato le condizioni del terreno e quindi le conseguenze tattiche che ne derivano, occorre prendersi i primi 5 minuti di gioco per capire il livello tecnico-agonistico delle compagini e le intenzioni in fase di possesso-non possesso.
Una volta delineato questo quadro sintetico e stabilito cosa vogliono le squadre (la famosa “verità del campo”), diviene importante il concetto di vicinanza e angolo di visione. Basta poco infatti per vedere regolarmente quante più cose: bisogna stabilire delle priorità, fissare il focus sugli avvenimenti da seguire.
Fatto ciò, in automatico un arbitro sa ogni volta dove guardare e padroneggia perfettamente il fischio, sanzionando quello che serve e soprattutto quando serve.
Per fare tutto questo è fondamentale anche il concetto di velocità di pensiero: i calciatori possono cambiare le tattiche e adeguarsi a nuove direttive, l’arbitro deve fare prontamente lo stesso.
La gara, però, richiede concentrazione anche dal punto di vista psicologico.
“Bisogna cercare – spiega Katia – di non esasperare gli animi dei calciatori, saper gestire i differenti caratteri e non essere mai passivi con nessuno”. Per questo motivo, non è trascurabile la tensione emotiva: va gestita al meglio per tenersi lucidi, soprattutto da parte nostra perché chi gioca ha modo di scaricarla, noi no.
Katia infine conclude la sua lezione citando Seneca: “La fortuna è ciò che accade quando la preparazione incontra un’opportunità. Siate pronti a cogliere la vostra”.
La serata termina con uno scroscio di applausi per la nostra ospite, a cui seguono i complimenti di Malascorta e di Galante che ricordano quanto è importante studiare e prepararsi, in modo da essere sempre sul pezzo e non rimanere mai indietro.

Supplemento on-line della rivista "L'Arbitro" (aut. Tribunale di Roma n. 499 del 01/09/1989)

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