Associazione Italiana Arbitri

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Incontro con i responsabili degli assistenti di CRA e CPA sulle novitÓ regolamentari

Davide Saglietti - 21/08/2016, 21:10

Per il sesto anno, su iniziativa del Settore Tecnico Arbitrale, il raduno CAN D si Ŕ aperto ai referenti degli assistenti dei 19 Comitati Regionali, che si sono ritrovati a Sportilia Sabato 20 e Domenica 21 Agosto per un momento di formazione e condivisione finalizzato alla formazione degli assistenti che operano negli Organi Tecnici Regionali.
Con il responsabile Alfredo Trentalange, erano presenti anche i vice-coordinatori Guido Falca, Duccio Baglioni e Francesco Milardi, il coordinatore Marcello Marcato, il responsabile del modulo Regolamento Vincenzo Meli ed il componente del modulo Perfezionamento e Valutazione Maurizio Pozzoli. A differenza dei comuni incontri "formativi", questa due-giorni si Ŕ caratterizzata, come giÓ avveniva negli anni passati, per il confronto tra i vari partecipanti, con l'analisi dello stato dell'arte delle regioni ed un colloquio costante sia durante le riunioni sia nei momenti liberi, caratteristiche queste che sono il vero valore aggiunto di questi appuntamenti.
I lavori sono partiti dall'illustrazione della circolare n░1, che in questa stagione Ŕ particolarmente corposa e tocca 16 delle 17 regole, e dalle linee guida per poi affrontare i temi del fuorigioco con le ultime novitÓ, la collaborazione arbitro/assistente, l'analisi delle interferenze/incroci e il giudizio dell'osservatore - argomento questo da attenzionare specie quando non ci sono episodi particolari con l'analisi del movimento, del body language, dello stile e della sicurezza - senza tralasciare le tabelle di valutazione e l'invio della relazione.
I referenti degli assistenti della CAN D Massimo Biasutto, Giorgio Niccolai e Giancarlo Rubino, tutti ex-componenti del Settore Tecnico stesso, hanno illustrato quanto viene richiesto agli assistenti che approdano in CAN D (proprio dalle regioni, ndr) in termini di tecnica, competenza, comportamento e rispetto e le nuove metodologie di lavoro con il modello organizzativo basato sull'umanizzazione, che rende ogni singolo arbitro, anche il pi¨ giovane ed inesperto con tutti i limiti e le fragilitÓ umane, una risorsa su cui lavorare e su cui basare le metodologie di formazione.

Supplemento on-line della rivista "L'Arbitro" (aut. Tribunale di Roma n. 499 del 01/09/1989)

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